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Tornare a Casa

Sei mai tornato in una casa dove mancavi da tanto tempo?

Apri la porta, entri, posi i bagagli e ti guardi intorno. Vedi un po’ di polvere in giro, ritrovi l’arredo che hai usato per tanti anni, magari ti soffermi su quello che avevi lasciato sulla scrivania o nella libreria. Percepisci l’abbraccio confortante di un’identità passata, almeno all’inizio. Poi quella sensazione si scolla via, traballa, perché il tempo è passato e sei diventato un’altra persona: in quello specchio architettonico non ti riconosci più. E così ti tocca pulire, rimettere le cose a posto, rinnovare l’arredo. Togli il regalo della tua ex, arrotoli il vecchio poster, metti quel libro dentro a una scatola e magari tiri fuori quel quadro ancora più vecchio, che anni fa avevi tolto e che oggi vivi con un legame diverso, rinnovato.

Per me tornare al blog è stato un po’ così.
Il vecchio Spacechili ha significato molto per me, diciamo per tutto quello che ho fatto dal 2007 al 2010. In quegli anni stavo finendo l’università, Facebook e YouTube erano agli inizi e la blogosfera era diffusa tra quella massa di “pionieri” del web 2.0, che sono seguiti ai primissimi blogger.
Poi i social hanno preso il sopravvento, i contatti che sentivo sui blog si sono spostati su Facebook e quella incessante voglia di mettere online qualcosa di nuovo e articolato si è frammentata, a causa di nuove abitudini di comunicazione.
Posta sporco, maledetto e subito.

D’altra parte il blog mi ha aperto un sacco di strade.
Nel 2008 interagendo tra il blog e il forum di Fantasy Magazine scopro il concorso letterario di Sanctuary e partecipo.
Il mio racconto vince e nel 2009 mi trovo al Salone del Libro, insieme a Francesco Falconi, Francesco Dimitri e Luca Tarenzi a firmare le copie della prima pubblicazione della mia vita.
Nel 2010 Radio Improntadigitale mi chiede di andare ospite alla trasmissione “Fantasy On Air”, perchè sono l’unico autore di Sanctuary di Torino che può intervenire in studio. Tra me, la radio e i ragazzi dello staff scatta un immediato colpo di fulmine e dopo un po’ di rodaggio divento un membro fisso di quella trasmissione e di altre. Con Radio Improntadigitale trasmetto ancora oggi, con estremo, incessante piacere.
La radio mi permette di andare a caccia di interviste ad eventi come gli MTV Days e la View Conference. Ed è proprio a View che la direttrice Maria Elena Gutierrez, dopo i vari reportage che avevo fatto, mi chiede di entrare nello staff nel 2012. Sarà un’avventura fantastica che ricordo ancora con grande gioia.
Mentre a View mi occupo di grafica e comunicazione digitale, incontro alla Social Media Week le ragazze di Ong 2.0, un progetto che connette il mondo della cooperazione internazionale a quello dell’innovazione digitale. Cercano un designer esperto di social media e, finito il contratto con View, mi imbarco in questa nuova avventura dal 2013 al 2014. Grazie a Donata Columbro, amica ed editor di Ong 2.0, vengo coinvolto in un gruppo misto di giornalisti e sviluppatori web a cui manca un designer per partecipare a La Stampa Academy, un’ iniziativa pensata da La Stampa e Google per avviare i giovani professionisti dell’informazione al datajournalism e alle infografiche. Lavorando insieme in questa scuola / gara ne usciamo rafforzati e sempre più affiatati. Così, dopo esserci classificati tra i vincitori del contest finale, decidiamo di unirci in una squadra di freelance che possa seguire progetti di datavisualization a 360°.
Nasce così Viz & Chips.
Per seguire meglio le attività del gruppo mi trasferisco a Talent Garden Torino, il coworking che ospita tutti i ragazzi della squadra. Adesso è quasi un anno che “abito” in questo giardino di idee e da poco abbiamo ricevuto la notizia che Google finanzierà il nostro primo progetto digitale: The Press Match.

Cosa succederà da oggi in avanti non posso prevederlo, posso solo sognarlo. Ma l’effetto domino che è nato da quel blog non ha svoltato la mia vita: è stato la mia vita. Adesso è tutto un po’ diverso. Se apri un blog nel 2016 le cose sono due: o fai una cosa estremamente stupida o stai facendo qualcosa molto intelligente. Dopo aver frammentato la mia comunicazione sui social per anni, avevo bisogno di un posto in cui regalarmi spazio per raccontare idee di lungo respiro e per collezionare tutto quello che faccio, tra radio e disegni, tra profit e non profit.

SpaceChili ricomincia da qui.

Photo by: Kenny Random

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